PREMIO ENZO BEARZOT

Il riconoscimento è nato per onorare la memoria del commissario tecnico della Nazionale italiana campione del Mondo nel 1982 in Spagna, che l'11 luglio 1993 festeggiò nel migliore dei modi l'undicesimo anniversario del titolo mondiale: alla guida della Nazionale Over-35 (una rappresentativa di vecchie glorie, fra cui molti campioni dell'82) vinse il titolo mondiale di categoria a Trieste contro i pari età dell'Austria.
Detiene il record di panchine da CT degli azzurri, avendo guidato l'Italia 104 volte, dal 27 settembre 1975 al 18 giugno 1986, davanti a un altro storico citì quale Vittorio Pozzo con 97.
Dal 2002 al 2005 è stato presidente del Settore Tecnico della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Nel luglio del 2003 un gruppo di deputati della Casa delle Libertà propose la nomina di Enzo Bearzot a senatore a vita con la motivazione: «Ha sempre difeso l'etica dello sport», secondo quanto scritto nella lettera a Carlo Azeglio Ciampi.
È morto il 21 dicembre 2010 a Milano all'età di 83 anni, quarantadue esatti dopo Pozzo; è stato sepolto nella tomba di famiglia nel cimitero di Paderno d'Adda.
Il Premio Nazionale Enzo Bearzot viene consegnato ogni anno dal presidente della FIGC, presso il salone d'onore del CONI.

I VINCITORI DELLE PRECEDENTI EDIZIONI

ANNO 2017 – Roma

Maurizio Sarri

Un maestro capace di scrivere uno spartito originale e sempre riconoscibile da tutti quelli che amano la bellezza, anche nel calcio.

ANNO 2016 – Roma

Claudio Ranieri

“È l’allenatore del Leicester City che ha confermato, in questa stagione più che in altre, le sue straordinarie doti di maestro del
calcio e motivatore instancabile, dimostrando come un gruppo coeso possa arrivare a risultati importanti, nonostante l’assenza di cosiddetti
top-player ”.

ANNO 2015 – Roma

Massimiliano Allegri

“Nel corso della sua carriera è sempre riuscito di costruire squadre capaci di coniugare risultati e bel gioco. Traguardi
raggiunti puntando sulla creazione di gruppi coesi in campo e fuori. Come il grande Enzo Bearzot, Massimiliano Allegri si è sempre posto un passo
indietro rispetto i suoi giocatori, responsabilizzandoli al massimo ma guidandoli allo stesso modo, oltre che con sapienza tattica, con equilibrio,
fermezza e tranquillità. Un metodo di lavoro che sembra essere diventato il marchio di fabbrica di uno dei migliori allenatori italiani.”

ANNO 2014 – Roma

Carlo Ancelotti

“È tra i pochissimi uomini di calcio ad aver conquistato sia da giocatore che da allenatore la Coppa dei Campioni e il Mondiale per
Club. Ha anche vinto dalla panchina, i titoli di campione d’Italia, di Inghilterra e di Francia. Ma questa carriera di straordinari successi è stata
costruita senza mai perdere quel tratto di umanità e simpatia che fanno di Carlo Ancelotti una rara eccezione nel panorama dei top trainer mondiali.
La bonomia e il tratto da buon padre di famiglia gli hanno consentito di tenere sempre in pugno i giocatori alle sue dipendenze, costruendo gruppi
coesi e senza dover ricorrere ad atteggiamenti da sergente di ferro. Una caratteristica che avvicina il tecnico di Reggiolo alla figura dell’allenatore
che lo fece esordire in Nazionale il 6 gennaio del 1981: proprio Enzo Bearzot cui è dedicato questo premio.”

ANNO 2013 – Roma

Vincenzo Montella

“A Vincenzo Montella, allenatore giovane, che in pochi anni ha saputo ritagliarsi un ruolo importante nel panorama dei tecnici
italiani, sia per le qualità mostrate sul campo, che lo hanno visto cogliere grandi risultati sempre esprimendo un gioco propositivo e spettacolare, sia
per le doti umane. Al di là della sensibilità mostrata a sostegno di molte iniziative di carattere sociale, Montella rappresenta anche un esempio di fair
play per lo stile e la misura con cui riesce a gestire tanto le vittorie quanto le sconfitte.”

ANNO 2012 – Napoli

Walter Mazzarri

“Come Enzo Bearzot Walter Mazzarri ha sempre costruito nelle sue squadre gruppi granitici impermeabili a tutto. I calciatori lo
adorano, ricambiati da un allenatore che li difende sempre, a volte anche con modi ruvidi. Uno spogliatoio “comunità” quasi di altri tempi fondato su
un rapporto che, se per il “grande Vecio” era quasi paterno, per Walter pare quello di un fratello maggiore. È certamente questo uno dei segreti di
una carriera che in 12 anni lo ha visto cogliere grandi successi in tutte le società dove ha lavorato, con eccellenti capacità tecnico-tattiche che lo
hanno portato a centrare in ogni stagione e in tutte le categorie risultati sempre superiori agli obiettivi fissati.”

ANNO 2011 – Bologna

Cesare Prandelli

"Per le sue qualità morali e umane, per i principi etici e cristiani, sempre perseguiti da quando era allenatore di club, e ora anche
in Nazionale. Cesare Prandelli ha trasmesso valori educativi ai giovani finalizzati alla creazione di un gruppo serio e coeso, che é stato anche il filo
conduttore della vita di Bearzot. Per tutto questo suo degno erede. Mancano ancora pipa e una 'notte magica', ma visto che negli stadi non si può più
fumare ci accontenteremo della seconda".

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