Ultimi comunicati

AGGIORNATO AL 04 Dicembre 2017

GIOVANNI GRAUSO ALL'US ACLI: “ENTI PROMOZIONE SONO SANI, NON VI FATE INQUINARE DA METODI FEDERAZIONI”.

DA CALCIOPOLI AL DOPING NEL CICLISMO, PROCURATORE SPORTIVO (OGGI SOSTITUTO FIGC) SI RACCONTA A 360 GRADI.
Roma, 2 dicembre 2017 - “Oggi gli Enti di promozione sportiva sono sani, ne ho avuto conferma. Spero che in futuro possa essere ancora così. Perché oggi il CONI è una garanzia di trasparenza alle spalle, l’auspicio è che gli Enti non vengano inquinati dal modo di fare delle federazioni. Il vostro mondo promuove sport sano e puro, dal momento in cui c’è qualche presidente che ha uno scopo diverso allora va attenzionato perché non ha capito lo spirito”. Lo dice il magistrato sportivo, Giovanni Grauso, una vita passata a servizio della Procura Federale della Figc, oggi sostituto Procuratore dell’ufficio di Giuseppe Pecoraro. Grauso è stato l’ospite d’onore del Consiglio Nazionale dell’US ACLI andato in scena stamane presso la sede nazionale delle ACLI a Roma. Una testimonianza diretta di quanto costi, in termini di energie e risorse, mantenere la legalità nel mondo dello sport. A partire dal calcio, che muove interessi inimmaginabili e che Grauso conosce come le sue tasche. Dal primo scandalo Scommesse degli anni ’80 a Calciopoli, che ha visto l’allora ufficio inchieste operare “in tre mesi 51 interrogatori con un pool di 6 persone - spiega Grauso - senza alcun cenno di collaborazione ma le intercettazioni non davano adito a nessuna attenuante. Senza le intercettazioni Calciopoli non sarebbe mai esistita perché mancava la prova regina”. Calciopoli “è stato il più grande scandalo della storia del calcio italiano, un illecito strutturato a differenza degli anni 80 che era più casereccio”, prosegue Grauso, che già nel 2004, quando ancora lo scandalo non aveva riempito le pagine dei giornali, faceva parte dell’ufficio inchieste della Federcalcio. “Oggi come oggi non è sparito il fenomeno scommesse - ammette - sicuramente è stato fortemente attenuato perché le sanzioni sono più severe. Sicuramente i tesserati ci pensano di più prima di commettere qualcosa di illecito”. Ma a differenza dei campionati di vertice, il mondo più esposto ai fenomeni di illegalità è quello del calcio dilettantistico, dove “non c’è cultura e la scuola calcio è diventata un business. Ho fatto indagini su allenatori aggrediti da genitori perché i figli non giocavano a pallone”, rivela il magistrato, tra i protagonisti dell’inchiesta dei cosiddetti ‘viaggi della speranza’: “Ho aperto il vaso di Pandora circa 7 anni fa - spiega Grauso - Questo fenomeno dello sfruttamento di minori nasce in Campania con promesse di ingaggi con società professionistiche dietro pagamento di denaro. I genitori speravano in una svolta nella vita, un fenomeno che abbiamo debellato grazie a me 7 anni fa. Abbiamo fatto un blitz dove venivano abbandonati questi minori”. Oggi l’illegalità nel calcio si concretizza con il rischio di infiltrazione della criminalità organizzata nelle società, anche a livello di Serie A, come certifica l’attenzione della Commissione Parlamentare Antimafia con un’inchiesta specifica al riguardo e lo stesso sta facendo la Procura Figc di Giuseppe Pecoraro nel cercare di smascherare il fenomeno partendo dalle responsabilità dei club. Grauso però offre un punto di vista diverso: “La Federazione già prima attenzionava l’atteggiamento delle tifoserie. Anche negli anni passati si ipotizzava una collusione tra società e tifoserie. Sono cori razziali, antisemiti, che creano un problema alla Federazione. Se da un lato ci sono le sanzioni, a mio modesto parere, da uomo che da 43 anni sta nell’ambito federale, non è neanche giusto che un presidente che investe soldi debba essere sanzionato per un gruppo di 80-100 persone a fronte di 50 mila spettatori allo stadio. Si potrebbe fare un’integrazione a questa norma. Oggi tante società sono sotto scacco delle tifoserie, un ricatto”. Al contrario, un Procuratore federale secondo Grauso avrebbe molte difficoltà a indagare il suo Presidente per presunta incompatibilità o conflitto d’interesse: “La mia proposta è: se c’è un procedimento che coinvolge un presidente di una federazione, se ne può occupare un’altra procura federale”. Un interscambio tra procure, insomma: “L’ho chiesto personalmente al Presidente del CONI, Giovanni Malagò, sostenendo che è impossibile giudicare chi mi ha nominato”. Tuttavia, al CONI va il merito di aver messo mano alla giustizia sportiva con una riforma che ha visto la nascita del Collegio di Garanzia come ‘Cassazione dello Sport’ e della Procura Generale presso il CONI, che ha il compito di vigilare le Procure federali e allo stesso tempo fornire supporto: “Con la Procura Generale del CONI, sono stati accorciati i termini per attività inquirente e requirente e sono finiti i tempi biblici della Procura federale. Oggi la giustizia sportiva è veramente completa”, ammette il sostituto Procuratore della Federcalcio, il cui motto è semplice: “Bisogna difendersi nel processo, mai dal processo. È li che si deve dimostrare se si è innocenti oppure no. Purtroppo questo tipo di mentalità in Italia non è ancora in uso”. ”. 

Sport e periferie urbane, le Acli scendono in campo
Venerdì 10 novembre a Bologna una giornata dedicata allo sport come inclusione e riscatto sociale

Roma, 7 novembre 2017 - Lo sport come strumento di benessere, inclusione e riscatto sociale, con le periferie urbane che tornano al centro dell’attività cittadina attraverso la pratica sportiva. E’ questo il messaggio che l’US Acli intende veicolare attraverso la giornata “Sport e Periferie” che si terrà venerdì 10 novembre a Bologna. Una giornata di eventi, dal carcere all’Hub, fino ai luoghi simbolici delle periferie urbane. Si parte dal carcere della Dozza la mattina (alle ore 9:30), con la consegna ai detenuti di materiale sportivo finanziato coi fondi del 5 per mille, si prosegue con la partita dell’accoglienza, una gara di calcio a 7 tra squadre di richiedenti protezione internazionale e provenienti da Bologna e Roma nel campo antistante l'Hub di via Mattei (ore 11), periferia urbana a rischio degrado e luogo simbolo delle difficoltà relative all'accoglienza dei migranti. Alla premiazione, saranno presenti il Presidente del Quartiere San Donato - San Vitale, Simone Borsari, l’incaricato diocesano Pastorale dello sport, Don Massimo Vacchetti, e la Presidente Provinciale Acli Roma, Lidia Borzì. Periferie urbane, ma anche sociali ed esistenziali, con lo sport che può essere strumento di solidarietà e riscatto. La giornata si conclude alle 17:30, presso la sede Acli di Bologna (via delle Lame 116), con la Tavola rotonda sul tema ‘Sport e Periferie’, un convegno cui prenderà parte il deputato Andrea Causin, Presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sullo stato delle Periferie. Interverranno, fra gli altri, il Presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, l’Assessore allo Sport del Comune di Bologna, Matteo Lepore, Umberto Suprani, Presidente del Coni Emilia Romagna, Don Giovanni Nicolini, Assistente spirituale Acli nazionale. Ci saranno anche il Presidente dell’US Acli, Damiano Lembo, quello della Uisp, Vincenzo Manco, e la direttrice del carcere della Dozza Claudia Clementi. Le conclusioni saranno affidate all'arcivescovo Matteo Zuppi.

I ASSEMBLEA DI AVVIO ANNO SOCIALE

Prima assemblea di avvio anno sociale 2017-2018 dell'Unione Sportiva Acli. Roma il 22-23 Settembre nella sede nazionale, in via Marcora 18-20

USACLI

L'Unione Sportiva Acli è promossa dalle Acli per favorire, sostenere ed organizzare attività motorie, ludiche e sportive rivolte a soggetti di ogni età e di ogni condizione, con particolare attenzione alle persone più esposte a rischi di emarginazione fisica e sociale.

Contatti

US ACLI

Via Marcora 18/20 - 00153 Roma

Tel: 06 5840650 | 06 5840652

Fax: 06 5840564

segreteria@us.acli.it

Partners